Immaginiamoci di osservare per intero la morfologia della superficie terrestre, come nelle più classiche mappe che troviamo sugli atlanti geografici, facendo però “evaporare” virtualmente l’intera acqua presente nei bacini marini e oceanici. Osserveremmo una mappa completamente diversa, e ci salterebbe subito all’occhio che le catene montuose classiche che noi conosciamo, non sono le uniche presenti sul nostro pianeta, anzi, una buona parte di esse, non le possiamo vedere direttamente, perché si ergono dai fondali oceanici e rimangono al 99% sotto la superficie marina. Solamente alcune isole vulcaniche ne rappresentano la testimonianza alla luce del sole della loro presenza. L’Islanda ne è l’esempio più eclatante.

Quindi, ogni bacino oceanico, ha la sua specifica dorsale, che raggiunge altezze di 2-3 km e il meccanismo di formazione è sempre identico: lungo il margine di due placche con crosta oceanica molto sottile che divergono, cioè tendono ad allontanarsi l’una dall’altra, si crea lo spazio per la risalita di porzioni più profonde di materiale roccioso, direttamente dal mantello sottostante la crosta terrestre. Ma abbiamo già visto che nel mantello le rocce sono ad uno stato semi-liquido, e quindi la risalita avviene sottoforma di magma e di lave. E’ il motivo per cui le dorsali sono sede della più intensa e continua attività vulcanica sul pianeta (potremmo definire le dorsali alla stregua di immensi e lunghi vulcani “lineari”) che provoca, nel corso di milioni di anni, l’innalzamento della catena montuosa per accumulo costante di lave raffreddate ai due lati della fuoriuscita.

 

             (immagine da:try.iprase.tn.it)

In pratica, come si nota dall’immagine sopra, le dorsali oceaniche sono delle vere e proprie fratture lineari, che però sono divise in più segmenti a causa della spinta perpendicolare di altre fratture chiamate faglie trasformi, createsi a causa della curvatura terrestre. Questi immensi sistemi complessi di faglie, determinano anche un’attività sismica intensa e ad alta frequenza. Oltre alle manifestazioni eruttive classiche, con l’emissione di lave di tipo basaltico che si raffreddano immediatamente a contatto con l’acqua, sono caratteristiche le fumarole nere dovute al degassamento delle stesse, importanti a livello di biosfera marina perché, riscaldando le freddissime acque profonde, permettono la presenza di microorganismi tipici che altrimenti non potrebbero sopravvivere a quelle profondità.

Le dorsali oceaniche riconosciute sono cinque: la Medio Atlantica, la Medio Pacifica, la Medio Indiana e le Indiane Sud-orientali e Sud-occidentali. Oltre all’Islanda già citata, un altro famoso punto di emersione delle dorsali è costituito dalle Isole Azzorre. Ed è probabilmente proprio la dorsale Medio Atlantica che presenta i maggiori innalzamenti annui del fondale, circa 2,5 centimetri in media. Infatti è quella morfologicamente più definita, che raggiunge le altezze maggiori, e che presente parecchi punti in cui emerge dalla superficie marina.

Nel prossimo articolo vedremo l’equivalente continentale delle dorsali oceaniche e, in un certo senso, l’antenato delle stesse: il rift continentale.

Davide Rosa